Perché “uno” deve valere “uno”?

Un mio amico, poco tempo fa, mi ha detto:
Perché il mio voto, che ho studiato, leggo molto, approfondisco, mi informo ed ho una cultura personale superiore alla media, deve valere tanto quanto il voto di chi è “ignorante”?

Nel senso letterale del termine, ignorante ha i seguenti significati (fonte Treccani):
“Che non conosce una determinata materia, che è in tutto o in parte digiuno di un determinato complesso di nozioni”;
“Che non sa o sa male ciò che dovrebbe sapere, soprattutto per ciò che riguarda la propria attività o professione”;
“Che non ha nessuna istruzione e cultura”;
“Privo dei principî della buona educazione, villano”.

Non posso dargli torto, ma la democrazia ha questo significato: “forma di governo che si basa sulla sovranità popolare esercitata per mezzo di rappresentanze elettive, e che garantisce a ogni cittadino la partecipazione, su base di uguaglianza, all’esercizio del potere pubblico” (Treccani).

La situazione politica, però merita una seria riflessione su questo argomento, perché l’ “ignoranza nelle istituzioni”, almeno quella, non dovrebbe essere né ammessa, né tollerata e neppure “eletta”.

Non possiamo giustificare certi comportamenti come il riflesso della “pancia” degli italiani. Non possiamo far leva sui sentimenti più “ignoranti” di alcuni nostri concittadini.
L’ignoranza in tribunale non è ammessa, se infrangi una legge non importa se tu eri o meno a conoscenza di tale legge, è un reato.

Allora perché dobbiamo avere persone che ci governano il cui unico scopo è avere consenso elettorale e potere, senza una visione della nostra società a lungo termine, ma solo fino alle prossime lezioni? Perché, in nome della “garanzia a ogni cittadino della partecipazione” dobbiamo sopportare tutto questo?

Sempre il mio amico mi ha detto che un comico inglese (mi scuso, ma non ricordo il nome) dopo la Brexit ha dichiarato:
“Proviamo ad eliminare dalle confezioni di ammoniaca e candeggina il simbolo del “Pericolo di Morte” in caso di ingestione e dopo 4/5 anni torniamo a votare e vediamo come va!”. SB

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